Il pavimento pelvico: corpo che parla, mente che trattiene
Di Lara Maria Banchieri - Psicologa-Psicoterapeuta – Pubblicato su “Tutto Salute” (aprile 2025)
Le implicazioni psicologiche secondo la Terapia Breve Strategica.
Il corpo non mente. Ogni emozione che non trova parole cerca una via per esprimersi e spesso lo fa attraverso la tensione o il dolore.
Tra le zone corporee più sensibili a questo dialogo silenzioso tra mente e corpo, il pavimento pelvico occupa un posto centrale: è il nostro punto di radicamento, il “confine” tra interno ed esterno, tra ciò che tratteniamo e ciò che lasciamo andare.

La mente “trattiene” per paura di fallire o di perdere il controllo e il corpo obbedisce irrigidendosi.
In questi casi, la Terapia Breve Strategica lavora per interrompere il circolo vizioso tra paura, tensione e sintomo.
Dal punto di vista anatomico, il pavimento pelvico è una rete di muscoli e tessuti che sostiene gli organi interni, regola funzioni fisiologiche fondamentali e contribuisce alla postura. Ma in chiave psicologica è il luogo dove si concentrano emozioni legate al controllo, alla paura, alla vergogna, al senso di vulnerabilità.
Quando viviamo situazioni di ansia, stress cronico, tensione relazionale o difficoltà affettive, questa zona tende a contrarsi come un riflesso automatico di difesa. È il corpo che cerca di “tenere tutto”, quando la mente non riesce a lasciar andare.
Nella
Terapia Breve Strategica, si parte dal presupposto che il sintomo, fisico o psicologico, sia una soluzione che ha smesso di funzionare.
Così, anche nel caso del pavimento pelvico,
l’eccessivo controllo corporeo diventa una strategia di difesa che, ripetuta nel tempo, si trasforma in un blocco.
Il corpo tenta di proteggersi dal dolore, ma finisce per amplificarlo. La tensione cronica in quest’area, infatti, può generare dolori pelvici, disfunzioni sessuali, disturbi posturali e difficoltà relazionali, creando un circolo vizioso di ansia e chiusura.
Per molte donne, il pavimento pelvico è legato all’identità, alla sessualità e alla maternità. Esperienze come parti difficili, interventi ginecologici o relazioni conflittuali possono lasciare tracce emotive che il corpo trattiene anche a distanza di anni.
Nella prospettiva strategica, queste manifestazioni non vanno lette come “malfunzionamenti”, ma come tentativi di adattamento a una realtà vissuta come minacciosa.
Allentare il controllo, fisico ed emotivo, diventa il primo passo per permettere al corpo di ritrovare fiducia e flessibilità. Anche negli uomini, sebbene se ne parli meno, il pavimento pelvico rispecchia dinamiche di controllo, forza e vulnerabilità.
Stress, ansia da prestazione, traumi o semplicemente un eccesso di autocontrollo emotivo possono tradursi in ipertono pelvico, dolore o disturbi sessuali. La mente “trattiene” per paura di fallire o di perdere il controllo e il corpo obbedisce irrigidendosi.
In questi casi, la Terapia Breve Strategica lavora per interrompere il circolo vizioso tra paura, tensione e sintomo, favorendo esperienze correttive dirette che permettono di “disinnescare” il meccanismo automatico del controllo.
Gli interventi terapeutici, sia individuali sia integrati con fisioterapia pelvica, possono includere prescrizioni comportamentali mirate, esercizi di consapevolezza corporea, o rituali di rilascio simbolico, costruiti in base al tipo di tentata soluzione messa in atto dalla persona. L’obiettivo non è analizzare il passato, ma modificare nel presente le reazioni automatiche che mantengono il problema.
Quando il corpo impara a fidarsi, anche la mente si rilassa.
La Terapia Breve Strategica insegna che il cambiamento non nasce dallo sforzo razionale, ma dall’esperienza diretta di qualcosa di diverso. Nel lavoro con il pavimento pelvico, questo significa
imparare a sentire senza controllare, a percepire il corpo non come un nemico da correggere ma come un alleato da ascoltare.
Uomini e donne, pur con storie diverse, condividono lo stesso cammino: trasformare la tensione in presenza, la paura in fiducia, il controllo in libertà. In fondo, prendersi cura del pavimento pelvico è un modo per rientrare nel corpo, per tornare a sentire sicurezza, piacere e stabilità.
Come direbbe Giorgio Nardone, “Non serve capire per cambiare: serve cambiare per capire”.
E a volte, il cambiamento più profondo comincia proprio da lì, dove il corpo trattiene e la mente finalmente si arrende.










